Viaggio in Bolivia: ieri
Nell'attesa dell'autobus trovo il tempo per scrivere questa pagina del diario e provo a raccontarmi di ieri, di quello che e' successo, delle emozioni, nel tentativo di rendermele immortali.
Ieri e' iniziato l'altro ieri quando dopo tre ore di autobus siamo arrivati in culo al mondo, a Iruya. Tre ore di sterrato e curve a precipizio insieme ai miei compagni di viaggio Carlos, Pat e Pam. Carlos il catalano mi accompagna praticamente dal primo giorno quando sono salito sul 'collectivo' a due piani, che da Salta portava a Jujuy. Mentre prendevo posto al sedile nr2, con la finestra in fronte e la promessa di paesaggi incantevoli, mi si siede difianco Carlos con il biglietto nr1. Nr1 e Nr2 conoscono Patricia e Pamela (di Cordoba capitale) il giorno dopo a Punamarca quando condividono lo stesso dormitorio del 'Mama Coca' e poi quello dell' Hostel Humahuaca e infine si ritrovano l'altro ieri a viaggiare insieme per Iruya, il culo del mondo. Iruya un gioiello incastonato in una quebrada (che poi sarebbe il 'canyon', ma esiste una parola in italiano per indicare un canyon?). Il tempo di salutare Pat&Pam che prendono il bus di ritorno e conosciamo le magnifiche tre, Agustina, Natalia e Chantal, che alloggiano nel nostro stesso 'ostello'. La serata (..da completare...) e il giorno dopo la camminata fino a San Isidro, tre ore di sentiero attraversando il rio, scalando dirupi per finire a mangiare empanadas in un cortile incantevole. E magico e' il ritorno con il cane che ci ha accompagnato per tutto il tragitto e noi cinque che sembriamo un gruppo unico...

ma e' la dura legge del viaggio che ci spinge a spostarci a dividerci e quindi loro tornano a Buenos Aires, e io e Carlos la sera a Humahuaca con Mercedes e Maria, portene di San Isidro, (ancora San Isidro , ma nn quello di prima bensi' la versione civilizzata e anche un po' fighetta) e con loro una cena al Pinocho (di Collodi) e stamattina la separazione da Carlos e la partenza per La Quiaca, Bolivia un'altro mondo e ora l'attesa di questo autobus per un'altro posto alla continua ricerca di qualcosa...
Riflessione: l'essenza del viaggio consiste nell'essere un continuo incontro, di luoghi e di persone
Ieri e' iniziato l'altro ieri quando dopo tre ore di autobus siamo arrivati in culo al mondo, a Iruya. Tre ore di sterrato e curve a precipizio insieme ai miei compagni di viaggio Carlos, Pat e Pam. Carlos il catalano mi accompagna praticamente dal primo giorno quando sono salito sul 'collectivo' a due piani, che da Salta portava a Jujuy. Mentre prendevo posto al sedile nr2, con la finestra in fronte e la promessa di paesaggi incantevoli, mi si siede difianco Carlos con il biglietto nr1. Nr1 e Nr2 conoscono Patricia e Pamela (di Cordoba capitale) il giorno dopo a Punamarca quando condividono lo stesso dormitorio del 'Mama Coca' e poi quello dell' Hostel Humahuaca e infine si ritrovano l'altro ieri a viaggiare insieme per Iruya, il culo del mondo. Iruya un gioiello incastonato in una quebrada (che poi sarebbe il 'canyon', ma esiste una parola in italiano per indicare un canyon?). Il tempo di salutare Pat&Pam che prendono il bus di ritorno e conosciamo le magnifiche tre, Agustina, Natalia e Chantal, che alloggiano nel nostro stesso 'ostello'. La serata (..da completare...) e il giorno dopo la camminata fino a San Isidro, tre ore di sentiero attraversando il rio, scalando dirupi per finire a mangiare empanadas in un cortile incantevole. E magico e' il ritorno con il cane che ci ha accompagnato per tutto il tragitto e noi cinque che sembriamo un gruppo unico...
ma e' la dura legge del viaggio che ci spinge a spostarci a dividerci e quindi loro tornano a Buenos Aires, e io e Carlos la sera a Humahuaca con Mercedes e Maria, portene di San Isidro, (ancora San Isidro , ma nn quello di prima bensi' la versione civilizzata e anche un po' fighetta) e con loro una cena al Pinocho (di Collodi) e stamattina la separazione da Carlos e la partenza per La Quiaca, Bolivia un'altro mondo e ora l'attesa di questo autobus per un'altro posto alla continua ricerca di qualcosa...
Riflessione: l'essenza del viaggio consiste nell'essere un continuo incontro, di luoghi e di persone

5 Commenti:
bella enri è un piacere risentirti.. che dire hai ragione il viaggio è un continuo evolversi di luoghi, situazioni e persone.. ma non ti stnchi a vivere così? non ti viene ad un certo punto il desiderio di piantare radici? Ti lascio con questa riflessione.. buon viaggio e buona ricerca..
Hasta la victoria siempre!
domanda di servizio: ma oggi (28/09) tipo alle 14-14:30 ora argentina, oppure ieri eri collegato a skype?
Hola ciesk, per quanto riguarda la tua riflessione diciamo che ti stanchi solo quando smetti di incontrare... e nn sempre riesci a farlo, difatti ieri avro' detto 15 parole in totale, ho come l'impressione che la Bolivia nn ricambi il mio amore appassionato. e mi e' venuta un po' di nostalgia,,, poco male tanto si riparte subito!
per skype, dovrebbe trattarsi di Tony, gli ho lasciato il pc e quando si collega a internet dovrebbe partire skype etc.. nn sono io ma e' tony!
ah ok.. ti stavo già per mandare gli accidenti.. saluta tony (chi cazzo è?). Sei andato /hai intenzione di fare un pellegrinaggio a La Higueira? (vediamo se ti ricordi cos'è..) buona continuazione..
bene, lo sai che l'unico che merita il fondamentalismo e' il che, ma ti confesso che non ho intenzione di andarci... ora mi dirigo a sorata (non sorrata) e poi chissa', copacabana, lago titicaca, cuzco, santiago, mendoza.... e poi al lavoro!
Posta un commento
Iscriviti a Commenti sul post [Atom]
<< Home page